Archiviazioni mensili: Gennaio 2009

(…) «Sviluppiamo degli anticorpi a San Vittore». Non è un modo di dire: «Parlo delle malattie, di quel che entra qua dentro». Il sesto raggio è il «girone dei torturati» del carcere milanese. Sono 474 uomini. E la tortura è il sovraffollamento. «Allora i torturati siamo anche noi», dice un agente riferito alla denuncia dell’altro giorno del giudice Giuseppe Grechi. San Vittore era all’avanguardia, 130 anni fa, quando è stato costruito. Secondo le teorie criminologiche in voga le celle singole scoraggiavano promiscuità e «contagi» delle inclinazioni al delitto. Ora in quelle celle vivono in otto o in nove. L’assegnazione dei nuovi arrivi – anche 30 alcune sere – è un’opera di «geopolitica», ammette l’ispettore: «Per evitare tensioni cerchiamo di mettere insieme detenuti della stessa nazionalità. Se arriva un altro marocchino lo posso mettere con degli algerini, non certo non gli albanesi». Ogni cella ha un odore. Cipolla, caffè. Il cesso alla turca vicino al fornellino da campo usato per mangiare. Molti entrano ed escono, altri, «nuovi», non conoscono le regole. La prima l’igiene: scatena delle vere guerre. Gli italiani sono minoranza, ormai, e stanno buoni. I musulmani hanno una piccola «moschea». Una stanza con un tappeto. Il venerdì va lì a pregare chi ha fatto domanda. A turno. Alle 13 al quarto piano un ragazzo si inginocchia verso La Mecca.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324884

Contrada degli Artigiani: il progetto di questa cooperativa punta a formare professionalmente giovani in situazione di disagio sociale, rilanciando anche l’artigianato del legno e del tessile del distretto di Como. Attraverso il recupero di vecchi mobili dimessi, poi messi in vendita, un gruppo di artigiani insegna un lavoro ai ragazzi, creando per loro un futuro professionale e per i settori artigianali nuove occasioni di business.Idrogen 2: questa azienda di Desio ha presentato un nuovo concetto di elettrolizzatore che può essere installato facilmente presso l’utente finale a prezzi ridottissimi. L’idea è usare l’energia a basso costo per produrre e immagazzinare idrogeno e permettere di ottenere una riduzione dei costi del 20 per cento e un abbattimento delle emissioni di CO2 del cinquanta per cento. Telemedicina per la cooperazione: permettendo ai medici locali di visitare a distanza chi vive in aree rurali e isolate, il progetto di telemedicina di questa azienda milanese dà ai Paesi in via di sviluppo la possibilità di essere autonomi e meglio serviti nelle gestione dei servizi sanitari.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324878