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«Passione in blu. I teli con storie della Passione del XVI secolo a Genova»: il libro di Marzia Cataldi Gallo, è stato donato in anteprima a maggio al Papa in visita a Genova. Sfogliandola, Ratzinger si è stupito: «Il Jeans a Genova già nel Cinquecento?» È l’aneddoto raccontato dall’ingegner Davide Viziano quando l’autrice lo ha ringraziato per l’interessamento presso l’Editore De Ferrari a stampare il libro in tempo per la visita. Nel ’500 sul mercato inglese il fustagno genovese era meno caro di altre stoffe, perciò era molto richiesto; le balle di tessuto nel porto di Londra erano indicate dalla provenienza, Jeans, che diventò il nome della tela. Anche il suo colore era particolare: un blu ottenuto con tinture di guado o indaco e su quella «tela jeans» fu dipinta la Passione di Cristo. Il nucleo principale delle scene sui Teli è del pittore Teramo Piaggio che prese spunto dalle incisioni della Passione di Durer e della Deposizione di Cristo di Raffaello, le cui stampe si acquistavano allora in Sottoripa come racconta Raffaele Soprani.L’autrice, storico dell’arte della Direzione Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, ha raccontato l’iter di questi Teli della Passione che provengono dall’Abbazia San Nicolò del Boschetto (Cornigliano-Campi), uno dei più importanti monasteri benedettini (ora Opera Don Orione). Padre Ilarione li commissionò nel 1538 e vi furono conservati fino all’Ottocento.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277265

da MadridCome se non bastassero gli attacchi del governo di José Luís Zapatero, l’ultima sortita da Madrid è arrivata dalle colonne del quotidiano El Pais, che ha usato le prime due pagine per spiegare perché l’Italia non sia un buon posto per gli zingari. Dal principale quotidiano di un Paese che critica l’Italia, ma poi non ha riguardo per gli immigrati arrivati sulle coste spagnole. Che attacca le decisioni di Roma su sicurezza e immigrazione, ma poi si comporta in maniera più dura. Al punto che non ci sarà pietà per i clandestini salvati questa settimana al largo delle coste di Almería. I 34 sopravvissuti al viaggio infernale costato la vita ad almeno 15 compagni (di cui 9 bambini) non rimarranno in Spagna. Quando non si sono ancora sotterrati i cadaveri dei più di 30 clandestini morti questa settimana nelle traversate, il governo ha fatto sapere ieri che gli ordini di espulsione per i sopravvissuti sono già stati firmati. La spiegazione della Vicepresidenta María Teresa Fernández de La Vega non occupa più di mezza riga: «Non esiste asilo per i naufraghi». La numero due dell’esecutivo Zapatero, ha espresso la sua «tristezza» per la tragedia delle quattro carrette del mare arrivate in settimana sulle coste andaluse e delle Canarie approfittando del bel tempo, ma ha anche assicurato che «non c’è pausa nella lotta contro l’immigrazione». L’unica eccezione è stata fatta per i naufraghi che hanno perso familiari nei tragici giorni di navigazione.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275896