Elimina il lavoro minorile!”) e intende proporre un rinnovato impegno per eliminare le peggiori forme di sfruttamento economico dei minori.Sebbene le ultime stime a livello globale riportino una lento calo del fenomeno in tutto il mondo, nell’Africa Subsahariana i dati più recenti indicano un peggioramento, con un bambino su 4 coinvolto nel lavoro minorile (la percentuale più alta al mondo), rispetto ad 1 su 8 in Asia e nella regione del Pacifico, 1 su 10 in America Latina e nei Caraibi.
Alla recente , l’Unicef si è impegnato a sviluppare nuove metodologie di raccolta dati per intercettare e rendere visibile il lavoro invisibile delle ragazze.”Sappiamo che i progressi negli sull’istruzione, la povertà, l’uguaglianza di genere e l’HivV/Aids, vengono sistematicamente minati dal lavoro minorile e che nessuna politica da sola può unilateralmente porre fine al lavoro minorile” – commenta Susan Bissell, responsabile per la Protezione dell’infanzia all’UNICEF.
“È dimostrato che una risposta efficace coerente sul lavoro minorile richiede una combinazione di misure concernenti condizioni di lavoro dignitose, sistemi di protezione sociale attenti all’infanzia e l’estensione dei servizi di base ai più vulnerabili”.Il fenomeno dello sfruttamento del lavoro minorile riguarda anche l’Italia dove circa mezzo milione di bambini appartenenti alle fasce più vulnerabili e soprattutto tra gli stranieri vengono impiegati in attività illegali – segnala .
“In Italia inoltre – afferma Save the Children – nonostante esista una difficoltà di fondo a monitorare il fenomeno, secondo alcuni studi esistono dei fattori di rischio che contribuiscono a far aumentare la probabilità che un minore si trovi precocemente inserito nel mondo del lavoro: si tratta di minori maschi, di nazionalità straniera, che vivono in una famiglia mono-genitoriale o in un nucleo familiare con più minori, e risiedono in un territorio con un alto tasso di disoccupazione.
Fonte:
http://www.unimondo.org/Notizie/Lavoro-minorile-sfruttati-150-milioni-di-bambini-nel-mondo-500mila-in-Italia